DEGENERAZIONE MACULARE LEGATA ALL’ETA’

 

La degenerazione maculare è una malattia che causa danni progressivi alla macula, la regione centrale della retina,

La macula contiene la maggior parte delle cellule nervose chiamate fotorecettori ed è particolarmene importante per vedere i dettagli, per la visione centrale.

La visione centrale è determinante per le attività quotidiane come leggere, guidare, comporre numeri telefonici, e riconoscere i volti.

La macula è composta da diversi strati di cellule specializzate.

I fotorecettori si trovano al di sopra di uno strato di cellule chiamato cellule dell’epitelio pigmentato retinico, al di sotto di questo strato si trova un altro strato sottilissimo chiamato membrana di Bruch.

Sotto la membrana di Bruch si trova la coroide una rete di vasi sanguigni che porta ossigeno e nutrienti alla macula. Più l’occhio invecchia più i detriti cellulari si accumulano al di sopra e all’interno della membrana di Bruch. Questi detriti formano dei depositi chiamati drusen e la presenza di drusen è il primo segno è il primo segno di AMD secca.

Quando le drusen sia ccumulano possono causare infiammazione. Le cellule infiammatorie iniziano a rilasciare fattori di crescita che determinano la nascita di nuovi vasi sanguigni. Il fattore di crescita principale ad essere rilasciata si chiama VEGF . Questa proteina diffonde nella coroide stimolando la crescita di nuovi vasi sanguigni. Questo processo è chiamato angiogenesi.

I nuovi vasi sanguigni creati crescono sotto e sopra la membrana di Bruch e la condizione progredisce da AMD secca allo stato più grave chiamato AMD umida.

Questi nuovi vasi sono fragili perdono liquido e sangue che si accumula nello strato fotorecettoriale devastandone l’architettura.

SINTOMATOLOGIA

Inizialmente il problema visivo può non venire notato, perché si supplisce con l'occhio buono.
I primi sintomi di solito sono la distorsione delle immagini (metamorfopsie), per cui gli oggetti appaiono deformati e/o rimpiccioliti le linee dritte appaiono ondulate, interrotte o distorte e nelle forme più evolute la presenza di una macchia nera centrale (scotoma centrale) per cui non è possibile vedere nel punto in cui si fissa lo sguardo . Se compaiono questi sintomi è necessario correre immediatamente dal medico oculista. Ricordiamo che la prevenzione è fondamentale, un’accurata visita oculistica è in grado di evidenziare questi problemi prima della comparsa della sintomatologia e ci permette di intervenire in maniera tempestiva.

DIAGNOSI DI MACULOPATIA

Un esame del fondo oculare è spesso in grado di identificare una maculopatie ai primi stadi in cui non siano ancora presenti sintomi soggettivi. Indagini più approfondite sono rappresentate dalla fluorangiografia retinica un esame, eseguito mediante iniezione endovenosa di fluoresceina  e l’oct una recente tecnica diagnostica non invasiva che ci permette di eseguire scansioni strato per strato di tutto il tessuto retinico eseguendo quasi una sorta di esame istologico in vivo della retina

La fluorangiografia è un esame diagnostico che evidenzia i vasi del circolo retinico e coroideale. L'esame si esegue iniettando nella vena dell'avambraccio un colorante (Fluoresceina), e fotografando ripetutamente il fondo dell'occhio per circa 5 minuti, previa dilatazione pupillare.
Il colorante, distribuendosi dentro e fuori i vasi, consente di studiare in modo eccellente il microcircolo retinico e coroideale evidenziandone le eventuali anomalie come deficit di circolo, shunts artero-venosi, neovascolarizzazioni, microaneurismi, aree di non perfusione capillare, fughe di colorante.

La flurangiografia quindi rappresenta un valido ed importante strumento per la diagnosi di patologie retiniche, coroideali e del nervo ottico.

Le malattie principali che pongono l'indicazione ad una fluorangiografia sono la retinopatia diabetica, la degenerazione maculare senile o miopica, l'edema maculare, le malattie venose occlusive; in queste circostanze, attraverso la fluorangiografia è possibile fare diagnosi della patologia, monitorarne l'evoluzione nel tempo e stabilire l'adeguata strategia terapeutica che spesso consiste in trattamenti laser fotocoagulativi o terapia fotodinamica.


Tutti i pazienti che devono sottoporsi ad una fluorangiografia devono presentarsi a digiuno e muniti dei seguenti esami:

ñ ECG

ñ Glicemia

ñ Azotemia

ñ Creatininemia

ñ Transaminasi

 ñ Elettroforesi siero-proteica e profilo lipidico

 

TERAPIA

Negli ultimi anni si è scoperto che il principale responsabile della crescita dei neovasi è una proteina denominata VEGF (vascular endothelial growth factor). I farmaci attualmente disponibili sono farmaci in grado di inibire questa proteina e vengono iniettati all'interno del vitreo del paziente, le iniezioni si chiamano intravitreali. L’iniezione intravitreale deve avvenire in ambiente sterile, cioè solo e solamente in una sala operatoria, per evitare la complicanza più temibile: l’endoftalmite e le iniezioni devono essere fatte a scadenza mensile seguendo un protocollo di attacco e successivamente di mantenimento. Questi farmaci antiangiogenici intravitreali oggi offrono una possibilità terapeutica ad una patologia considerata fino a poco tempo fa pressoché incurabile, migliorandone decisamente la prognosi. Per la prima volta dopo anni di più o meno marcate delusioni abbiamo tra le mani un’arma realmente efficace, anche se limitatamente alla forma cosiddetta umida, con dei concreti miglioramenti visivi sia qualitativi che quantitativi con il raggiungimento di una stabilizzazione dei quadri patologici”.